Economia turismo 

Turismo in Liguria, salari inadeguati e irregolarità: Uiltucs lancia l’allarme e propone un “patto sociale”

Per il sindacato il comparto soffre criticità strutturali che frenano qualità e occupazione: salari fermi, precarietà diffusa, irregolarità e ammortizzatori inadeguati. Callegari: «Non riduciamo il turismo a settore occasionale o di secondo impiego: servono incentivi alla stabilizzazione e un tavolo permanente»

Il turismo è uno dei motori dell’economia ligure, ma il motore gira male. In regione operano 81.485 addetti, di cui 62.820 dipendenti e 18.665 lavoratori in somministrazione: numeri che fotografano un comparto vasto e composito, nel quale però — avverte Uiltucs Liguria — si annidano criticità strutturali sul lavoro e sulla sostenibilità sociale e ambientale. Nonostante la ripartenza dal 2023, la fuga di personale qualificato resta forte e, secondo il sindacato, non colmabile nel breve-medio periodo.

«Le cause vanno ricercate nelle condizioni di lavoro, in un settore che rischia di diventare occasionale o di secondo impiego», spiega Marco Callegari, segretario generale Uiltucs Liguria. Sul fronte retributivo il quadro è netto: dal 2007 i salari orari in alloggio e ristorazione sono saliti solo del 25% nominale, meno della media italiana (28%) e molto meno della manifattura (45%). Gli aumenti per i dipendenti sono arrivati solo nella seconda metà del 2024, dopo anni di stagnazione, «mentre molte imprese hanno salvaguardato i margini scaricando i rincari sui clienti».

La crescita dell’occupazione, aggiunge Uiltucs, maschera precarietà e sotto-inquadramento: l’83,2% dei dipendenti ha qualifica bassa, con scarse possibilità di avanzamento anche a causa del nanismo d’impresa. A ciò si sommano orari antisociali, carichi elevati e, in troppi casi, contratti irregolari: «L’irregolarità mina la leale concorrenza e calpesta i diritti. Serve una lotta senza se e senza ma a evasione fiscale, lavoro nero e dumping contrattuale», insiste Callegari.

Capitolo ammortizzatori sociali. L’attuale regime di sostegno alla disoccupazione ha ridotto la copertura: «Da 6 a 3 mesi per chi ha lavorato 6 mesi», con l’effetto di allontanare professionalità dal settore. Per Uiltucs «occorre un intervento specifico che superi una visione punitiva della disoccupazione, soprattutto per stagionali e discontinui».

Da qui le richieste urgenti: un “patto sociale di salvaguardia” che riconosca il turismo come settore strategico, premialità e incentivi per assumere a tempo indeterminato o stabilizzare i contratti a termine, e l’apertura di un tavolo permanente con istituzioni, imprese e parti sociali per governare i processi, allungare la stagione e alzare gli standard di qualità. «Rifiutiamo la logica dell’occasionalità: rilanciamo con dignità un comparto che ha molto da dare allo sviluppo della Liguria», conclude Callegari.

All’iniziativa sono intervenuti Luca Lombardi (assessore al Turismo Regione Liguria), Samantha Merlo (segretaria nazionale Uiltucs), Fabrizio Marti (Consiglio provinciale Ordine dei Consulenti di Genova), Aldo Werdin (Confcommercio Federalberghi Liguria), Laura Gazzolo (vicepresidente sezione Turismo Confindustria Genova), Andrea Dameri (direttore generale Confesercenti Liguria), Maurizio Caviglia (segretario generale Camera di Commercio di Genova). Ha coordinato il panel Giada Campus, responsabile ufficio stampa Uil Liguria.

Related posts